| L'aquila di Tramonti di Sopra |
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Prigioniera del tempo e di spazi incantati, regina dell’aria e del sole di agosto. Questi i pensieri che in quella calda estate del 1995 passavano nella mente dei primi salitori, Giorgio Quaranta e Nico Valla, alla vista di tale meraviglia. La somiglianza con l’omonimo rapace era più che evidente! Le forme plastiche che ne raffiguravano il becco, il collo e le due possenti ali in procinto di prendere il volo, immortalarono tale risalto con l’appellativo di “Aquila di Tramonti di Sopra”. In quel periodo il gruppo dei Ragni del Masarach era impegnato a esplorare e scalare tutte le cime del gruppo del Frascola e, come punto di appoggio alle salite, avevano predisposto un bivacco alla base della parete nord-est di questo monte. In una fredda mattina si calarono dalla forcella e raggiunsero la parete sud dell’aquila nei cui anfratti luccicavano ancora gemme di neve ghiacciata. Malgrado il fresco dell’ora mattutina il grigio e ruvido calcare della roccia risultò piacevolmente caldo e dopo un primo infruttuoso tentativo la stanchezza accumulata in precedenza fu superata dall’esplosione di contentezza per l’apertura di due belle vie alpinistiche.
Dalla sommità della testa dell’aquila ai due amici si spalancò di colpo il panorama sulla stupenda e selvaggia vallata del Giavons contornata dal bianco calcare delle pareti del Frascola e della sua anticima (dai locali chiamata “Il Mosto”) Una divertente arrampicata in discesa lungo un cammino di stampo speleologic situato nella parte posteriore del collo depositò Nico e Giorgio alla base dell’infrascata parete nord e quindi al sentiero di ritorno. Il vero volto dell’aquila fu scoperto da Giorgio Quaranta grazie alla giusta angolatura da cui furono scattate le prime fotografie nella precedente ricognizione. Da quel lontano giorno il nuovo appellattivo soppiantò il soprannome di “Pari, mari e fia!"Con il quale erano solito nominarla gli abitanti di Frassaneit. La conoscenza di tale meraviglia della natura non rimase pertanto prerogativa dei pochi valligiani locali ma anche di tutti coloro che hanno nel cuore sentimenti di amore per la Val Tramontina di cui la figura dell’aquila è divenuta ormai simbolo incontrastato. (Nico Valla) Leggi la relazione sulla scalata dell'aquila dal sito La tana dell'orso
Lo zoo dell'aquila
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